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Gran Bretagna, i supermercati vietano gli energy drink agli under 16

Gran Bretagna, i supermercati vietano gli energy drink agli under 16. Insufficienti le misure prese dei produttori per scoraggiarne l’abuso

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Il consumo di energy drink cresce, anche in Italia, anche se continuano a essere pubblicati studi sulla pericolosità per la salute dei ragazzi, quando le bevande vengono mischiate con gli alcolici o ne fanno un uso eccessivo. I codici di autoregolamentazione delle aziende, con qualche eccezione come l’eliminazione delle lattine extra large, non sembrano funzionare granché. Anche quando sulle lattine sono riportate avvertenze, i ragazzi non ci fanno caso e continuano a consumare senza timori. Le autorità sanitarie sono preoccupate e si iniziano a prendere provvedimenti. Dopo Lituania e Lettonia, che hanno proibito la vendita ai minorenni, ora scende in campo la Gran Bretagna dove, come riporta la BBC, le grandi catene di supermercati hanno deciso di vietare la vendita ai minori di 16 anni delle lattine con un contenuto pari o superiore a 150 milligrammi di caffeina per litro. Altre fonti di distribuzione, come le catene di parafarmacie Boots e Waitrose, hanno deciso di adottare lo stesso  provvedimento. Il bando è già in vigore, tranne nei supermercati della catena Tesco, dove sarà implementato il 26 marzo 2018.

Per queste bevande era già obbligatoria la dicitura “Non adatti ai bambini o alle persone sensibili alla caffeina, né alle donne incinte, alto contenuto di caffeina”, ma evidentemente il provvedimento non ha ottenuto i risultati sperati. Non a caso il sindacato di insegnanti NASUWT ha chiesto il bando totale per  i ragazzi con meno di 16 anni, preoccupato dell’abuso che questi ne fanno per aumentare il tempo di studio, come se fossero amfetamine, con gravi conseguenze per la salute, e dei comportamenti aggressivi.

Commenta Emanuele Scafato, già presidente della Società italiana di alcologia e oggi direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità, che da tempo segue con preoccupazione la vicenda degli energy drink in Italia: “Già nel 2013 l’Efsa ha spiegato quanto queste bibite siano diffuse e perché possano essere pericolose. Oltre ai possibili effetti cardiaci, ci sono quelli associati al fatto che i ragazzi non si rendono conto di aver bevuto troppi alcolici e possono andare incontro a incidenti. Bisogna considerare anche gli effetti dopanti cercati da ragazzi che, per qualunque motivo,  vogliono aumentare le proprie prestazioni, senza averne alcun bisogno, con il rischio di diventare dipendenti psicologicamente. Per tutti questi motivi gli energy drink andrebbero regolamentati severamente, come pure gli alcolici e soprattutto le bevande che li vendono già mischiati, vietate in diversi paesi ma non da noi”.

Oltre alla caffeina, conclude poi Scafato, ci sono anche altre sostanze che possono avere effetti dannosi come la taurina, le cui interazioni con l’alcol e l’organismo sono state studiate troppo poco (soprattutto nelle condizioni in cui le assumono i ragazzi) per poter concludere che sono sicure.

Un aspetto di cui si parla meno è la comunicazione ai ragazzi e alle famiglie. “Quando andiamo nelle scuole a parlare di energy drink – prosegue Scafato –  quasi sempre c’è uno studente che un po’ di nascosto chiede consigli per incidenti visti o vissuti. Si tratta di un segnale evidente che dimostra quanto il problema sia diffuso, come del resto confermano i medici del Pronto Soccorso, quando si trovano di fronte ragazzini delle scuole medie. È  necessario che laddove non riescono ad arrivare le istituzioni sia la famiglia a comunicare ai figli nel modo giusto cosa sono queste bevande, in che modo andrebbero bevute e, soprattutto, dicendo chiaramente  che sarebbe meglio evitarle”.

Fonte : ilfattoalimentare.it

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